Chiara, come hai conosciuto questa realtà?
Direi per caso. Mio marito sta facendo il cammino diaconale ed entrambi conosciamo don Manuel, il direttore del consultorio, che mi ha fatto la proposta di dedicare qualche ora alla settimana ad attività di volontariato in consultorio. E ho deciso di provarci, pur non avendo competenze psicologiche.
Ha mai usufruito dei servizi del consultorio?
No, mai. Non ho mai avuto la possibilità di conoscere bene questo luogo.
Quando è presente in consultorio e di che cosa si occupa?
Sono presente tutti i lunedì, dalle 9:00 alle 16:00. Aiuto le segretarie, accolgo gli utenti, verifico che gli operatori e le operatrici abbiano compilato le pratiche correttamente.
Ti piace?
Molto. Ho la possibilità di conoscere un sacco di persone. Mi sento molto accolta. Da subito mi sono trovata bene. Osservo, prendo spunto, imparo tanto, non solo a livello tecnico, ma anche per esempio nell’accoglienza delle persone. Noto il modo di approcciarsi dei professionisti e colgo tanti aspetti che prima non notavo.
Quanto è importante la tua figura in consultorio?
Molto. Le cose da fare sono tante. E se ci si rende conto per tempo degli errori fatti, si può rimediare subito. Le segretarie e i professionisti hanno bisogno di un supporto.
Fai anche altre attività di volontariato?
Sono da sempre attiva in parrocchia e in oratorio: tengo la contabilità. Ma fuori dalle mura della parrocchia non ci sono mai stata. Il consultorio è proprio un ambiente diverso.
In che senso?
La parrocchia è famiglia, il consultorio è professionale, anche se l’aria familiare si respira ugualmente. Mi piacciono entrambi gli ambienti.